
Le fonti storico-educative nella Basilicata di età liberale
date
1881 - 1900
author
title
Conferenze magistrali 1881 - 1900
bibliography
- A. Renzi, Conferenze Pedagogiche ed Agrarie tenute in Potenza ai Maestri Elementari nel Settembre 1889, Potenza, Tipografia Garramone e Marchesiello, 1890 (estratto)
- T. Corbi Guasteveglie, Insegnamento del disegno, Potenza, Tipografia Garramone e Marchesiello, 1900
teibody
Estratto da
CONFERENZE PEDAGOGICHE ED AGRARIE TENUTE IN POTENZA AI MAESTRI ELEMENTARI NEL SETTEMBRE 1889
Tipografia editrice Garramone e Marchesiello
1890
ELENCO degli intervenuti alle Conferenze Pedagogiche
tenutesi in
Da p. 129 a p. 168.
SUNTO DELLE CONFERENZE PEDAGOGICHE tenute dal R. Provveditore agli studi DAL 25 AL 30 SETTEMBRE 1889 IN
GIORNO 25 SETTEMBRE 1889.
«Ufficio educativo della scuola popolare»
L'anno mille ottocento ottantanove, il giorno 25 del mese di Settembre, alle ore 11 a. m. nella sala di disegno dell'edificio scolastico in
CONFERENZA SECONDA
GIORNO 26 SETTEMBRE 1889.
«Gli Istituti educativi per l'infanzia.»
Fattosi l'appello degl' insegnanti intervenuti, letto ed approvato il verbale della seduta precedente, l'oratore ha parlato della necessità che la scuola elementare risponda ai bisogni della famiglia e della società, per modo che a nessuno sfugga il supremo interesse della sua esistenza nel civile consorzio. L'opera degl' insegnanti deve innanzi tutto mirare a guadagnarle alleati nei parenti degli alunni che la frequentano; e quando la benefica istituzione non sarà considerata dalla generalità come un imbarazzo sociale, una istituzione sbagliata; quando il contadino, vi accorrerà premuroso, come accorre nel tempio per soddisfare all'ineffabile bisogno della preghiera, nel campo per ispiegare la sua attività con la funzione del lavoro, nel mercato pel disbrigo dei suoi affari, allora soltanto potremo essere sicuri che essa risponderà ai bisogni veri della famiglia e del paese, che il mondo è entrato in essa e che la scuola è naturale e sincera preparazione alla vita.
Questo altissimo risultato il maestro raggiungerà col sussidio potente di una condotta esemplare, di un corredo d'istruzione e più col calore dell'affetto per i fanciulli che furono alle sue cure affidati, ai quali egli insegnerà quello che dovrà prepararli alla vita pratica; di guisa che quando i genitori si accorgeranno che i figliuoli hanno appreso qualcosa di utile e all'occorrenza sono stati anche in grado di correggerli, non dubiteranno dell'efficacia della istruzione, la cui causa sarà efficacemente perorata dagli stessi fanciulli che la ricevono. Poichè è omai dimostrato che le scuole, le quali rispondono al concetto di un bisogno soddisfatto sono sempre frequentate da quella classe di individui per cui furono istituite. Di tal genere sono le Scuole d'arti e mestieri, le Università, i Licei, i Ginnasii, le Scuole tecniche e normali. Perchè non deve accadere altrettanto delle scuole elementari, che reclutano circa due milioni di alunni?
Creare delle istituzioni che raccolgano i bambini per educarli, è soddisfare ad un bisogno sentito, è meritare il plauso e la benedizione di tutti i buoni, specialmente delle madri famiglia.
Ed eccomi al secondo tema.
Gl' istituti per l'infanzia da noi conosciuti sono: le case di custodia, gli asili aportiani ed i fröbelliani, per non parlare dei misti e di quelli istituiti dal
CONFERENZA TERZA
« Il nostro concetto sul Lavoro manuale educativo»
GIORNO 27 SETTEMBRE 1889.
Aperta la seduta con le solite formalità, l'oratore, annunciato il sopra notato tema, ha cominciato col dire che egli, fautore convinto della introduzione di qualcosa che sia lavoro nella scuola elementare, ha offerto tutto se stesso agli attacchi e alle offese degli avversarii di questo elemento educativo; e sebbene la sua idea non sia stata condivisa da molti, egli non ha disertato il posto nella lotta, accanto alla onorata bandiera della scuola popolare; non curato forse, vinto e domato. mai. E ad attestare la costanza nei suoi propositi ha citato le provincie di Chieti, di Arezzo e di Napoli, (ove tenne corsi di conferenze), nelle quali il lavoro manuale è stato introdotto da diverse scuole, quantunque nelle due prime provincie molti siano avversari dichiarati del lavoro manuale, e nella terza la poca attività, o vogliamo dire la scarsa energia della maggior parte dei maestri, non abbia procurato alla causa che si combatte quei successi che si sperava di ottenere.
E non poteva accadere altrimenti nella terra dei suoni e dei canti, dove ogni cosa del mondo circostante, dal cielo di zaffiro al mare ridente, dai boschi di verzura ai profumati aranceti, invita ai sogni, alla poesia, al riposo, più "che alla attività, al lavoro. Però, bisogna confessarlo, anche in quest'ultima provincia qualcosa si è fatto, e, se non ufficialmente, il lavoro manuale figura in alcune scuole, i cui maestri spendono la loro opera pel trionfo di una idea, destinata a portare la rivoluzione, che soffocherà la scuola della immobilità, del formalismo, dei cervelli atrofizzati e degli organismi disarmonici.
Fu detto nella passata conferenza come la scuola elementare non è o non dovrebbe essere se non una continuazione dell' istituto infantile; or perchè gli esercizi ed i giuochi, che sono l'occupazione, il programma di questo, non dovrebbero continuarsi in quella per educare e l'occhio e la mano e la intelligenza? Dimentichiamo forse che le percezioni provvengono dalle sensazioni e diventano gradatamente parole, concetti, giudizii, per altre operazioni dell'attività dello spirito? Gli esercizii del giardino froebelliano sono insieme svago e lavoro, perchè niente si trasforma senza fatica, ed il bambino che opera è bambino che ha pensato, che pensa; e tutto, in lui fattore, in lui artefice, ha un linguaggio che invano cercherebbesi ottenere dal fanciullo lasciato nell'ozio? Inoltre il lavoro manuale deve accettarsi deve introdursi nella scuola primaria, come elemento atto a stabilire ed a mantenere l'equilibrio delle umane facoltà, il che vuol dire gettare le basi di quella che con soverchia leggerezza si chiamò utopia da filantropi e non è se non il fine ultimo dell'umanità, l'armonia sociale, la ragione della forza. Alcuni si domandano come è avvenuto che il lavoro manuale sia entrato prima nelle scuole delle altre nazioni che nelle nostre, mentre l'
CONFERENZA QUARTA
GIORNO 28 SETTEMBRE 1889.
Il disegno lineare, gli esercizii fröbelliani e le loro applicazioni nella scuola popolare.
Aperta la seduta con le solite formalità, l'oratore esordisce manifestando il suo rammarico per non vedere nell' accolta gentile di uditori, dai quali ritiensi onorato, una larga rappresentanza di madri di famiglia, con cui vorrebbe intendersi circa le norme fondamentali per la educazione dell'infanzia, all'oggetto di avere l'efficace loro concorso nell'attuare quel piano di riforme, che è sua mira apportare negli istituti infantili e nelle scuole. della Provincia. Si dichiara lieto di poter partecipare all'assemblea, che, allo scopo di preparare le maestre giardiniere almeno in numero sufficiente al bisogno della regione, ha ottenuto dal superiore Ministero la facoltà di impiantare accanto alla scuola normale femminile della città una sezione fröbelliana, la quale, come primo tentativo, raccoglierà non più di 30 bambini tra maschi e femmine, dai 3 anni ai 6, e che tale sezione incomincerà a funzionare non più tardi del p. v. Dicembre. Ripreso poscia l'argomento, esaminò i diversi tipi di scuole di lavoro manuale all'estero che trovano il corrispondente nell'
CONFERENZA QUINTA.
GIORNO 29 SETTEMBRE.
«Gli esercizi di cartonaggio e di plastica».
Alle ore 12 m. aperta la seduta con le solite formalità, l'oratore richiamandosi al concetto svolto in una della precedenti conferenze, che cioè la scuola elementare col suo carattere di generalità niuno insegnamento ed esercizio può accettare il quale ad esso non s'informi, ha riaffermato essere gli esercizi di lavoro manuale da introdurre non un semplice lavoro di mano, sì bene una ginnastica dell'intelligenza e dell'occhio e della fantasia insieme. A questo nobilissimo fine pare non abbiano voluto por mente i fieri avversari della novità da noi caldeggiata, allorchè, pensandosi di cogliere in fallo o contraddizione i sostenitori, hanno tacciato d'incoerenza gli sforzi di costoro, per conchiudere che la novità si risolve in un perditempo anzichè in un bisogno da soddisfare, in una manìa di riforme e di innovazioni, più che in una pratica utilità per la monade sociale. Si sono spinti ancora più oltre, mettendo fuori un saggio di sillogismo che suona presso a poco così: I fautori ostinati dell'introduzione del lavoro manuale, mentre inneggiano alla scienza pedagogica, riescono ad opera vacua e dannosa per l'infanzia e contraria ai principii stessi della scienza, poichè se, come essi medesimi van ripetendo, non intendono formare artisti, finiranno per educare non i sensi per l'intelligenza, ma i sensi pei sensi.
Per verità l'osservazione sarebbe giusta, l'accusa avrebbe tutto il carattere della serietà, se al fanciullo si presentassero oggetti perchè egli ne discoprisse le qualità sensibili e non altro; in questo caso si starebbe nella cerchia morta delle esercitazioni di nomenclatura, gabellate per lezioni di cose, quando non sono che lezioni di parole; ma incitare alla osservazione delle proprietà dei corpi, ai confronti, alle somiglianze e differenze fra cosa e cosa, mena difilato all'abito dell'astrarre; e far passare l'alunno dalla semplice sensazione al giudizio, gradamente: è ginnastica, è educazione vera della intelligenza, è il più alto risultato cui si possa giungere, ottenendo che l'alunno diventi maestro di sè stesso. Certo che dovendo il mondo esterno farsi coscienza del bambino, esso mondo non può penetrare che per la via dei sensi, e gli esercizii di lavoro manuale, i quali si vogliono introdurre nell'insegnamento primario in tanto si accettano in quanto sono elementi didattici di indiscutibile efficacia sull'attività mentale dell'allievo. E occorre pur notare che gli esercizi i quali hanno tutta l'apparenza di essere soltanto esercizii materiali sono quelli compresi sotto il nome di cartonaggio e di plastica, di cui l'oratore ha promesso occuparsi nella conferenza che forma oggetto del presente verbale, cartonaggio e plastica che costituiscono un vero lavoro manuale, accettato anche da coloro che sono soliti di battezzare con l'appellativo di ninnoli ogni altra manifestazione di esso. Detti lavori non sono neppure essi una novità per noi, in più d'uno degli stati d'Europa si riconobbe la necessità di darvi largo impulso e moltissime scuole maschili e femminili di
Oltre al coltello e alle forbici occorreranno pei suddetti lavori un compasso, un doppio decimetro e una riga, la quale per le prime volte sarà di ferro e in seguito di legno, e potrà tenersi questa progressione negli esercizii: tagli di linee, angoli, triangoli diversi, rettangoli, e via via, sempre dal più facile al più difficile; in tal modo all'insegnante si offrirà occasione di dare le prime nozioni di geometria o di ripetere le già impartite, e insegnerà il sistema metrico ora che il fanciullo è capace di astrazione, e dalla conoscenza esatta del metro intuirà il dm. il cm. il mm. ancorchè la lunghezza unitaria non gli sia presente. Intanto l'alunno, che ha imparato a fare qualcosa, è smanioso di creare, di fare da sè, e il savio maestro, secondando in parte questo naturale impulso, lascerà cimentare il suo genio inventivo, correggendo, incoraggiando, educando sempre.
Per l'applicazione di quanto si è appreso si costrurranno dapprima i solidi geometrici e poi quelli altri che richiamino la mente del fanciullo ad oggetti veduti ma non fatti da lui, e sarà oggi un portafiori, domani un vaso, un porta-orologio, e ottenutili si compirà una utile serie di esercizii decorandoli con carta a colori scelti secondo il più acconcio gusto artistico.
E la concorrenza? obbietteranno alcuni, come si rimedierà a questo spettro che turba i sonni dei protettori delle piccole industrie? Non preoccupiamocene, non ci inquieti questa bolla di sapone che sarà dissipata dal primo e più leggiero soffio di vento, a noi preme che il fanciullo esca dalla scuola con la pratica di saper fare, fare senza aiuto d'altri, e quando adulto vorrà mettere a profitto la propria esperienza e da uomo dignitoso se ne starà in casa a impagliare o accomodare una sedia, a trar partito del suo genio inventivo nel lavorare una cassettina, una gabbia, ecc. le piazze saranno meno popolate di oziosi e malcontenti, le bettole di gente abbietta e abbrutita, e le famiglie godranno nella pace e serenità degli animi il frutto dei giornalieri sudori del loro capo. E v' ha di più. Il lavoro, massime se di liberal elezione, fa riposare il corpo in quelle membra che sino allora si tennero in esercizio, solleva lo spirito, e ce ne accorgiamo bene noi in qual conto lo tengano i fanciulli, quando lasciati liberi di fare questa o quell' altra cosa si attengono alla più geniale, e vi ripongono tanta attenzione da non avvertire più ciò che accade nel mondo circostante.
Il conferenziere è passato poi a dire qualche cosa della plastica, chiamandola sovrana degli esercizi elementari di lavoro manuale, e sebbene molti dimostrano difettoso l'esercizio per la poca resistenza che la creta offre al lavoro, afferma che offre ella d'altra parte notevoli vantaggi, richiedendo pochi strumenti e punto pericolosi per la sua lavorazione, e prestandosi a svariati esercizii e riproduzioni dai vero. La creta costa poco e si trova dovunque; di istrumenti bastano un telaio, una tavoletta di legno d'abete, e qualche steccolina; nel lavoro in creta non si esercitano classi intere e numerose, ma squadre, possibilmente in giorni di vacanza e come premio a chi in tutta la settimana fu assiduo e diligente nella scuola. Può cominciarsi il lavoro dal modellare e dall' intagliare la creta.
Si occupino dapprima i fanciulli nella modellazione di figure geometriche più conosciute, di forme vedute dall'alunno; e perciò: la sfera, il cubo, il cilindro il cono saranno costrutti pei primi. L'intaglio si ottiene incidendo sopra piani di argilla linee, angoli e poi figure di oggetti usuali, sostituendo lo stecco alla matita adoperata nei quaderni di disegno. Può eziandio aversi un utile esercizio di rilievo, tagliando la parte esterna della incisione. Si procede poi alla modellazione di figure poliedre, permettendo anche quì di tratto in tratto all'allievo un lavoruccio d'invenzione, quando gli si debba dare uno svago oltre l'esercizio del canto e della ginnastica. L'esperienza ha provato che alunni e maestri finiscono per innamorarsi di tale genere di lavori, et come questi vi dedicano con piacere le ore più belle di libertà, così quelli si affezionano sempre più alla scuola.
La plastica ci apprende pure il mezzo di riprodurre molte forme per impressione, e quindi fiori, frutta, foglie con cui si fanno poi artistiche combinazioni. Qualche maestro si è voluto provare a cuocere gli oggetti pla- smati e a coprirli di vernice, i risultati però non possono ancora dirsi soddisfacenti.
Un esercizlo di ordine più elevato è quello di riprodurre la forma di un disegno tolto dal quaderno, ma in questo come negli altri costante dee tenersi l'amorosa vigilanza del maestro, il quale lavorerà con i suoi piccoli, senza curarsi di qualche insuccesso che lo metta in apparente inferiorità rispetto a loro; ciò gli servirà di sprone a perfezionarsi.
Solo in questa maniera il concetto di
CONFERENZA SESTA
GIORNO 30 SETTEMBRE 1889:
«Gli esercizii di slöid e le loro applicazioni nelle scuole elementari italiane. »
Apertasi la seduta con le solite formalità, il Sig. Conferenziere ripete sommariamente quanto ha esposto intorno ai diversi tipi di scuole di lavoro, alcune delle quali sono scuole di tirocinio per le arti, i mestieri, le industrie, altre sono destinate a completare l'insegnamento formale, e di questo genere sono quelle dove s' insegna lo Slöid, e altre finalmente hanno caratteri speciali, come sono quelle istituite pei ciechi, sordo-muti ecc., delle quali la vicina e filantropica
Noi, seguita a dire il chiaro oratore, andiamo in cerca della scuola, in cui il lavoro entri come uno dei mezzi per mantenere l'armonia nello sviluppo delle facoltà del fanciullo non solo, ma come elemento della funzione didattica e quindi come sussidio per lo svolgimento del programma d' istruzione.
Ma a quale lavoro daremo la preferenza? Al cartonaggio o alla plastica; ai lavori in legno o in ferro; al traforo od al tornio? E, scelto il genere di lavoro che meglio convenga, ripetiamo, come fare pel tempo, per la spesa, pel locale, per l'attitudine dell'insegnante? Per qualunque di essi ci risolveremo, è condizione indiscutibile però che debba essere coordinato al programma generale dell'insegnamento e adoperato non come insegnamento speciale, ma come sussidio didattico.
Negli angoli più remoti d'Europa, e dove più era sentito il bisogno di dare un nuovo indirizzo alla scuola popolare, cominciarono tempo addietro a farsi degli esperimenti, e fra i dubbii di chi naturalmente trova più facile la critica dell' arte, vi fu alcuno che, seguendo i dettami del
VERBALE DI CHIUSURA
ore 4 p. m.
Riassunto delle conferenze pedagogiche.
Tra l'aspettazione della numerosissima assemblea, desiderosa di ascoltare il riassunto delle Conferenze, il regio Provveditore agli studii apre la seduta, dando la parola al r. Ispettore D'Amico, che con chiarezza riassume le dotte quanto pratiche dissertazioni dell'egregio Cav.
Prof.
Insegnamento del Disegno. Conferenza pedagogica
Tipografia editrice Garramone e Marchesiello
1900
(in nota) Il giorno 16 settembre 1883 alle ore 10 ant. nella sala maggiore del Municipio sotto la presidenza del cav.
TEMI DELLE CONFERENZE: Scuole rurali uniche e miste. (Relatore cav. prof. Barba R. ispettore scolastico). Insegnamento dei diritti e doveri. (Relatore cav.
A me, o Signori, è stato fatto l'onore di affidarmi il conferire intorno al disegno. Sebbene io non abbia molta fiducia nelle mie forze, pure mi studierò di adempiere, come meglio potrò, l'incarico datomi. Questo utile insegnamento non si deve escludere dalle scuole urbane e rurali di grado inferiore e superiore, da quelle serali, festive o di complemento; anzi deve rispondere agli intendimenti della moderna pedagogia. Ai fanciulli si devono far apprendere cognizioni che riguardano la lingua, l'aritmetica, la geografia, la storia patria, la storia naturale ecc... e soprattutto si deve aver di mira di educarli in modo da risvegliare in loro sentimenti che un giorno li facciano essere cittadini utili a sè stessi, alla famiglia, alla patria. Sin qui il disegno, in molti paesi, venne ritenuto come insegnamento che avesse a compartirsi soltanto a quelli che sembrassero dotati della divina scintilla artistica, che rende illustri le nazioni. Ed è vero: il giovinetto che sortì da natura disposizione per le arti belle, applicandosi con amore ad esse, riuscirà poi con altri studi a ritrarre sulla tela ed a scolpire il marmo in modo da riprodurre ciò che la sua fantasia artistica s'era immaginato. Ma non è, o Signori, questo lo scopo pel quale si vuole introdurre il disegno, nelle scuole nominate. Di fatto, è mai supponibile che tutti i fanciulli ed i giovinetti, che vi si troveranno riuniti, debbano un giorno essere artisti? Sarebbe cosa assurda il supporlo e nemmeno da desiderarsi.
La scuola, per i fanciulli, non deve essere un luogo di pena, perciò si deve procurare che non vi si annoino: le persone che li accompagnano non devono essere obbligate a trascinarli per la mano, ma se li devono veder correre innanzi, verso la scuola, come farebbero per andare verso la loro casa, dove saranno salutati da un bacio affettuoso della mamma. Volete ancora che il fanciullo s'innamori dello studio, che penda dalle vostre labbra, che sia raggiante di gioie a mano a mano che viene a conoscere nuove verità? Abituatelo all'osservazione di ciò che lo circonda, a riconoscerne, ammirarne ed amarne quanto v'è di bello e di buono. Il mezzo più acconcio per raggiungere questo scopo ci è fornito dal disegno; perciò sin dai primi giorni che il fanciullo frequenterà la scuola, s'intratterrá in questo studio, che, ricreandolo, lo condurrà, senza che nemmeno se ne accorga, all'apprendimento di cognizioni dei varii studii indicati sopra. La prima impressione che riceviamo d'un oggetto, ci è data generalmente dalla vista. L'immagine, che l'occhio ne riceve, è trasmessa all'intelligenza che la ritiene e l'ha presente anche molto tempo dopo che l'oggetto non è più innanzi a noi. Supponete di presentare al bimbo un fiore, una bella rosa, per esempio, della quale direte il nome, il colore.... e farete gustarne il profumo, ammirarne l'eleganza della forma; e indovinando, dallo sguardo del bimbo, ch'esso sarebbe contento di possederla, gliene richiedete la ragione ed esso risponderà: "Perchè è bella e odorosa", e, vedete? noi possiamo prendere occasione dalla rosa per fare intendere ai bambini, per quanto è loro possibile, che la bellezza del fiore è costituita dalla forma, dalla delicatezza delle tinte, dalla freschezza dei petali; se questi sono appassiti il fiore si getta via: e così i bambini non sono belli se non sono lindi, e quando hanno le vesti, le manine, il visino imbrattato, sono come una rosa appassita, senza alcun pregio. La rosa poi è ricercata perchè possiede un delicato profumo; ed anche il bambino, quando è buono, è amato e desiderato da tutti, quando è cattivo invece non è curato da alcuno. Qui si fa convincere come la bontà irradi il volto di una luce che fa tanto belli i bambini e li fa amar tanto! Tutte queste parole che sono forse, prese così in astratto, poco adatte all' intelligenza dei bambini, non avrebbero efficacia sull'animo loro, se non fossero dette quasi per incidente; e siccome l'oggetto veduto ha colpito l'immaginazione, ricordandolo, la mente avrà anche presente, non dico tutte, ma molte di quelle parole che ha sentite, e per conseguenza le idee che esse richiamano. Il bambino crede di aver giocato ed invece, principiando ad educare l'occhio al bello, ha acquistato ancora nozioni di lingua, di botanica, ha appreso un po' di morale e di più, contando i petali del fiore, ha fatto anche un po' di aritmetica. E non abbiate timore che il bambino, s'annoi, quando sapete commuoverlo, quando per le vostre parole il suo cuoricino incomincia a battere un po' più forte, perchè passate con rapidità da una a un'altra immagine e gli fate ammirare non solo la bellezza di un fiore, ma a poco a poco dei fiori in genere; e da questo prendete occasione ad allargare le cognizioni ad altre bellezze del creato come il mare, gli astri.... E quando avete eccitata la fantasia del piccolo essere che dovete educare, col principiare a fargli riconoscere la bellezza della natura, a gustarla, ed amarla, a fargli vedere come è immensa, allora egli principierà ad avere un'idea della grandezza di chi ha create tante belle cose, a sentirne riconoscenza!
Coll'osservazione degli oggetti, si fanno apprendere al fanciullo tutte le cognizioni che si vuole, ed intanto se ne ingentilisce l'animo educandolo al sentimento del bello.
Ma se il disegno dà impulso alle arti che hanno per iscopo la riproduzione visibile del bello e procurano splendore e gloria alle nazioni, e risveglia nel cuore umano sentimenti che lo innalzano sino alle regioni dell'ideale ove si vedono, s'intravvedono, s'indovinano sempre bellezze maggiori, ha pure un'applicazione assai più modesta e non meno utile, qualora si consideri per alcune industrie come fondamento, per altre di somma utilità, per le arti e i mestieri indispensabile. Perciò sarà cosa egregia che il ricco conosca il disegno perchè sappia valutare il magistero col quale un oggetto fu condotto a termine e compensarne adeguatamente l'operaio; e tanto più sarà utile che questi abbia cognizione di un mezzo che gli può far dare al suo lavoro finitezza ed eleganza, quindi procurargli maggior profitto. L'operaio che deve portare a termine mobili e utensili, non perfezionerà sempre più i suoi lavori, se fin da piccino venne guidato a riconoscere il bello e nelle forme, e nell'armonia delle parti?
Specialmente i bambini della 1a classe di grado inferiore sono spesso vergini di tutte quelle cognizioni che in essa si devono dare, perchè non tutti frequentarono un asilo; e abbiamo già detto che, se non si cercasse di dare all'insegnamento le apparenze di un trastullo, il piccino prenderebbe in odio la scuola. Dunque non tenendo conto dell'utilità del disegno nell'avvenire del fanciullo, consideriamolo come un utile passatempo che gli fornisca nello stesso tempo, cognizioni e diletto. Ponete in mano del bimbo un cubetto. Venendo a conoscerne il nome s'imprimerà nella mente l'idea della forma e della grandezza di esso: poscia si potrà da lui stesso far trovare quali oggetti ha sott'occhio, simili, per la forma, a quello che ha in mano; far riconoscere quale è più grande, quale più piccino; abituare così a riconoscere, giudicare e misurare qualunque oggetto simile a quello che gli fu dato. Studiando poi l'indole del fanciullo si riconosce ch'egli non resta pago di guardare e toccare solamente un oggetto, ma impiega tutte le sue forze per ridurlo in pezzi; e per quanto sia bello l'oggetto che lasciate in sua balia non potrà a meno di risparmiargli tal sorte. Non avete mai dato un balocco ad un bimbo? Batterà le manine, sarà felice di possederlo, e lo guarderà da una parte, dall'altra... sentirà se tutte le parti sono ben connesse tra loro e se qualcuna mostra meno resistenza farà di tutto per istaccarla dalle altre! Se invece hanno tutte resistenza, picchierà l'oggetto, finchè sarà giunto a vederlo in pezzi. E quando voi ve ne accorgete e vorreste sgridarlo, lui sorridente v'indica il balocco rotto, come avesse fatta la cosa più naturale del mondo, e vi si mostra tanto più trionfante quanto l'interno differisce dall'esterno. Ma, se il bambino ha lo spirito di distruzione, ne ha pure un altro e ve lo prova nel voler ricomporre, con i pezzi, l'oggetto che ha rotto. Dunque per secondare l'indole del fanciullo, gli darete un cubo divisibile in un dato numero di cubetti, l'inviterete a scomporlo poi a ricomporlo. Come sarà contento nel vedere ricostruito l'oggetto! Poi si guiderà il fanciullo a disporre i cubetti in modo da comporre qualche oggetto artistico.
Supponete che si faccia formare un arco. Se richiedete se ne ha visti mai, forse vi dirà di sì e ve li nominerà ancora. Se per caso uno d'essi fu eretto in onore di qualche personaggio che rese grandi servigi alla patria, o le dette la sua vita, voi potete, con parole semplici, parlarne; ed ecco che vi è dato trattare, in modo d'essere compresi, di un tema tanto arduo, qual'è la storia e potete principiare a nominare la patria, l'affetto che le dobbiamo e il dovere che si ha di difenderla per conservarla. Abituandolo in questo divertente esercizio, il fanciullo arricchirà sempre più la mente di nuove ed utili cognizioni, che serviranno a prepararlo agli insegnamenti che gli si dovranno dare in seguito, ed a svegliare in lui il sentimento del bello, ch'è intimamente collegato al sentimento del buono, e renderlo capace di sentirlo. Io ho parlato del cubo, ma gli stessi esercizii si ripeteranno per gli altri solidi divisibili in parti. Dagli esercizii dei solidi passeremo a quello delle superficie. Al bambino venne fatto osservare che i solidi sono terminati da superficie; che queste alla lor volta, sono limitate da linee determinate da punti. Por dare un'idea esatta della superficie di un corpo, si coprono le faccie di un cubo con altrettanti quadrati di carta delle, stesse dimensioni, poi se ne dà uno al fanciullo e lo si conduce, con domande e osservazioni apposite, a riconoscere che quello è un quadrato e a farlo definire. Così il bambino avrà cognizione e della superficie piana, e delle linee parallele, e degli angoli retti. Questo quadrato lo faremo confrontare con altri e faremo trovare in che differisce da essi. Poscia il quadrato, lo divideremo in tante parti e queste le faremo porre in modo che rappresentino il disegno di qualche oggetto composto prima con i cubi. Gli stessi esercizi che si fanno pel quadrato, si possono ripetere per gli altri poligoni. Quando il bambino avrà cognizione dei corpi e delle superficie che li limitano e sa che queste sono chiuse da linee, con bastoncini si rappresenteranno le linee e si faranno considerare rispetto alla forma, alla posizione che occupano nello spazio e a quella scambievole. Dopo faremo comporre i poligoni e formare, sempre con i bastoncini, qualche disegno artistico. Si avrà cura che questi esercizi precedano la scrittura e, solamente quando questa avrà principio, si farà disegnare il fanciullo con la matita (in nota: La relatrice avendo passati, dopo il 1883, molti anni in un giardino d'infanzia ha potuto constatare come sia utile al bambino addestrarsi invece nel disegno fröbeliano prima di imparare la scrittura, ed ha riconosciuto come l'apprendimento di questa ne sia agevolato.).
Sarà utile di fare adoperare la carta a quadrettini perchè il fanciullo abbia una guida. I primi esercizii che si faranno fare al fanciullo graficamente, consisteranno nel far tracciare delle linee verticali di varie lunghezze, di uno, due, quattro quadrelli, a seconda del numero prescritto dall'insegnante; poi si dovranno formare, sempre con le verticali, dei disegni semplicissimi (in nota: La relatrice disegna sulla lavagna e dimostra (a lungo e con varietà) praticamente tutto il metodo da seguire.). Lo stesso si farà per le linee orizzontali; e poi, combinando orizzontali e verticali, principiando dal formare l'angolo retto si finirà col fare eseguire disegni che divertano il fanciullo. Tutti questi esercizi si ripetono per le linee oblique e per le oblique combinate alle orizzontali e alle verticali. Quando il bimbo è abbastanza franco in questi esercizi, si combineranno le linee in modo da formare il disegno di qualche oggetto, come sarebbe una barca, una casa, un campanile ecc.. Questo metodo d'insegnamento del disegno è in rapporto con le attitudini del fanciullo, esercita un'influenza salutare sul suo sviluppo intellettuale e gli serve di preparamento al disegno d'ornato. Dipende dall'educatrice (dico educatrice perchè ordinariamente queste classi sono affidate a donne) far riuscire efficace questo metodo d'insegnamento, col variare gli esercizi e soprattutto coll'essere vivace perchè il bambino non s'annoi; e, dimenticando di darsi il tono di maestra, rida, scherzi coi suoi piccini e sia sempre affettuosa in modo da far quasi creder loro d'essere con una altra mamma. Ispirando affetto si ottiene molto più che ispirando timore.
Al disegno Fröbeliano, ch'è quello del quale ho parlato sino ad ora, farà seguito il disegno geometrico a mano libera su carta non quadrellata e si principieranno a geometrizzare disegni, come per esempio di foglie e fiori prima semplicissimi poi più complicati; prima a semplice contorno, poi con gli effetti delle ombre. Bisogna avvertire che tutte le forme che si proporranno a modello, dovranno esser tali da esercitare e tener vivo il sentimento del bello. I disegni si faranno eseguire segnandone sulla lavagna il modello da imitare. Sino al compimento delle classi obbligatorie il disegno non avrà alcun indirizzo speciale, e sarà lo stesso tanto per i maschi quanto per le femmine; ma, nelle classi superiori e di complemento il disegno dovrà essere per i maschi principalmente rivolto alle applicazioni della meccanica e dell'industria, per le femmine di oggetti artistici, di fiori e frutti intrecciati in modo da presentare un bell'insieme.
Il disegno meccanico potrà agevolare l'operaio a mostrare come ha intendimento di fare un oggetto col disegnarne la pianta e l'alzata, o dovendone fare per commissione guardando gli schizzi che gli si danno, potrà più facilmente e con più esattezza eseguire il suo lavoro; il disegno di qualche bell'ornato, e foglie, fiori, frutti oltre essere utile alla donna per tutti i lavori e specialmente pel ricamo, continuerà ad educarne il sentimento artistico, a ingentilirne sempre più l'animo. In questo secolo nel quale si vorrebbe quasi uguagliare la donna all'uomo non è difficile ch'essa ingolfandosi in istudi profondi, perda quella gentilezza che le si addice. Sì, è bene che la donna sia istruita perchè l'uomo trovi nella sua compagna un essere che possa comprenderlo, che qualche volta lo aiuti ancora a procurare un sostentamento per la famiglia; ma per carità non cerchiamo facendone una dottores-sa, di toglierle quell'aureola di poesia, che la rende qualche volta sì grande d'essere l'angelo che ispira, consola, dà coraggio agli spiriti eletti. Non trascuriamo adunque un mezzo che specialmente ha per iscopo d'ingentilire il sentimento della donna. È vero, a lei potrà procurare talvolta qualche amarezza, ma tali amarezze troveranno largo compenso nella soddisfazione di poter compiere il suo dovere e di portare consolazione ovunque s'avvicina. Ma tutti gli insegnamenti, se si vuole che riescano efficaci, non devono essere dati a capriccio perchè, specialmente gli educatori che sono giovani nell' insegnamento, e non ne hanno ancora molta pratica, potrebbero approfondarsi in cognizioni che non sono molto importanti, per trascurarne delle altre indispensabili; a scanso di equivoci è bene seguire in tutto un programma, ed io ne propongo uno pel disegno, che, a me pare, risponda allo scopo. Anch'io però sono giovane, anch'io posso sbagliare, e prego questi egregi Signori di aver la bontà, di osservare quali modificazioni sarebbe bene di dare al seguente programma o anche se non sarebbe meglio di non accettarlo affatto. (in nota: ORDINE DEL GIORNO APPROVATO (dai verbali delle adunanze). "L'assemblea udita la relazione della signorina Guastaveglie sul metodo per l'insegnamento del Disegno nelle scuole elementari e trovatala consentanea alle leggi naturali, applaude, facendo voti che tale utile insegnamento sia adottato nelle scuole e negli asili ove non sia questo introdotto".
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