
Le fonti storico-educative nella Basilicata di età liberale
date
1861 - 1880
author
title
Conferenze magistrali 1861 - 1880
bibliography
- R. Smith, Discorso pronunziato da R. Smith nella chiusura della Scuola magistrale in Potenza, ??, ??
- L. Stocchi, Discorso inaugurale pronunziato nell'apertura delle Conferenze magistrali in Potenza il dì 28 marzo 1867 dal Regio Ispettore scolastico prof. Luigi Stocchi, Potenza, Tipografia Santanello, 1867
- L. Stocchi, Agli insegnanti elementari della lucania. Parole del Regio Ispettore scolastico prof. Luigi Stocchi nella chiusura della Scuola di metodo pei maestri d'adulti e delle prime Conferenze magistrali pel corrente anno 1866-67, Potenza, Tipografia Santanello, 1867
teibody
Discorso pronunziato da R. Smith nella chiusura della Scuola magistrale in casa editrice
anno
Signori
La scuola magistrale aperta in questa città ai 15 del passato Luglio giunge oggi al suo termine; e mi spero, se non fallo, che sia stata compiuta da noi secondo il programma del Governo, che ci siamo studiati di recare in atto in ogni sua parte con quella diligenza che abbiamo potuto maggiore. Con il compimento di questa scuola il Governo ha adempito altresì la sua parte di obbligo rispetto al circondario di
Persuadetevi innanzi tempo che l'opera del maestro di scuola elementare, perchè produce il suo effetto quanto sicuro tanto tardi, non è stimata al presente d'alcuni municipi quanto to deve essere; non è curata d'alcuni vostri comunali, perchè non ne intendono l'importanza; non è rimeritata, perchè non se ne ponderano le difficoltà; ma siate forti, rendetevi maggiori della loro ignoranza; calpestate le loro difficoltà; rilevatevi trionfanti sopra i loro raggiri con una coscienza piena di buon volere, e con la mente serena e dispregiatrice di miserabili trovati. Leggerete forse nei diarii e nell'effemeridi bistrattare il nostro modo d'insegnamento ed i principi onde moviamo, ma sappiate che vi sono uomini i quali vendono la loro parola come il mercatante la merce, come il sicario il suo pugnale; e che il lazzarismo letterario, degno delle nostre scuole elementari per essere educato, fa bottega immodesta della libera stampa. Vedrete, quando metterete mano alla santa opera quanta sia grave la mole che dovete edificare, singolarmente per l'ignoranza, e più pei tradizionali pregiudizi che dovete vincere e dissipare; ma non vi disanimate; pensate che una Provvidenza vi à scelti a strumenti della civiltà, e a mezzi per compiere i suoi fini eterni; pensate che l'Italia aspetta da voi una progenie di forti e virtuosi, che dovranno formare la sua gloria; pensate a quella satisfazione che vi prepara il compimento del vostro dovere quando camminando per le vie del vostro comune guarderete quei fanciulli da voi educati, addivenuti uomini savi, meritare l' osservanza dei vecchi. Oh! ditemi se allora non siete largamente compensati, potendo dire voi soli: o patria mia, tu mi desti fanciulli ed io ti rendo uomini; mi desti ignoranti ed io ti rendo sapienti; tu mi desti quei che t'ignoravano ed io ti rendo cittadini virtuosi che ti amano.
Ma se il Governo compie oggi il suo compito, con terminare la scuola magistrale del circondario di
E se costoro, o Signori, mi risponderebbero ricantandomi l'indegno lamento della mancanza dei mezzi, risponderei loro: guardate in
Se non che al presente ricordo con giubilo che in questo Distretto medesimo vi sono stati di molti municipi i quali hanno operate con nobiltà e con senno meraviglioso; poichè questi, mentre gli altri si giacevano in una indegna non curanza delle cose scolastiche, mandarono giovani a spese del comune per assistere convenientemente alla scuola magistrale, li fornirono di libri e stabilirono somme per provvedere alle scuole elementari dei loro comuni. Municipi son questi, o Signori, degni di libertà; municipi che sentono la dignità nazionale e consiglieri onorati che hanno ingegno ed animo di compiere il mandato loro commesso dal popolo. Ma nel parlare dei municipi e dei bisogni delle scuole elementari ho dimenticato voi da cui, col mio collega, siamo per dipartirci; dimenticava il debito che entrambi abbiamo di ringraziarvi per la vostra diligenza mostrata in udire le nostre lezioni, della pazienza nel sobbarcarvi a fatiche disusate, e della bontà con cui avete ricevuto i nostri ammaestramenti, i quali comechè fossero stati informati dal pensiero di essere vostri colleghi ed amici e non maestri, pure qualche volta avevano quell'aspetto di superiorità che, anche non volendo noi, si accompagnava al modo d' insegnamento. Ma voi di ciò non vi siete doluti affatto, essendo persuasi che, per mantenere la disciplina di una scuola, è mestieri rispettare certe osservanze e serbare certi termini, che oltrepassati, recano il disordine e la confusione. Io allora vi ho ammirato; e pensava quanta carità di patria vi scaldava il cuore, e sperava assai bene della educazione popolare, poichè vecchi venerandi tornavano alla polvere della scuola; e giovani ardenti con singolare modestia e temperanza apprendevano con bramosia irrequieta, e profittavano con soddisfazione. Gli è per questo, o Signori, che nella nostra scuola non ha avuto luogo il più piccolo disturbo; non si è veduto il minimo atto che fosse stato scortese, o una parola che non procedesse d'affetto e scambievole amorevolezza. Ve ne sia una pruova questo momento medesimo che, stanti per separarvi, sentite di lasciare in ogni uno di voi un amico, e nei professori un compagno delle vostre fatiche le quali sono state dure assai se si considerano i disagi patiti negli alberghi, e le malattie che vi hanno afflitti, ma non scuorati.
Di tutto noi vi ringraziamo, Signori, e dipartendoci da voi vi stringiamo la mano da amici, fidenti in uno avvenire prosperevole per l'istruzione popolare; poichè avete costantemente durato nel proposito di ammaestrarvi. Ebbene andate, sia questo non l'ultimo giorno dei vostri studi, ma il primo; andate ad istruire i figli del popolo ma con quello stesso sentimento nel cuore e con quel proposito nella mente con cui andarono or sono diciannove secoli i discepoli di quel maestro che disse loro andate ed ammaestrate tutte le genti.
Discorso inaugurale pronunziato nell'apertura delle conferenze magistrali in
il dì 28 marzo 1867 dal regio ispettore scolastico prof. Luigi Stocchi socio dell'Accademia cosentina, membro onorario dell'Istituto filotecnico nazionale, presidente del Comitato promotore degli asili rurali d'infanzia del circondario Rossano.
Stabilimento Tipografico di Vincenzo Santanello
1867
Andiam, chè la via lunga ne sospinge.
può tanto per quanto sa
, erasi sostituito quel vieto immoralissimo adagio il quale dice che
solo è colui che ha
... con ciò, ecco, la più esplicita proclamazione dell'ostracismo del vivere civile, fulminato avverso il proletario ed il nullatenente. E pure chi è mai che non voglia anche oggidì riconoscere l'importanza dell'educazione popolare, e soprattutto di quella della donna chiamata ad essere un giorno la prima e più efficace maestra della sua prole? Ma, viva Iddio; oggimai all' aristocrazia del blasone, la civiltà che, abolendo i privilegii, rende comune i suoi benefizii, ha sostituito quella sola universalmente rispettabile della virtù e dell'ingegno! Era necessario adunque di formare anche le pubbliche istitutrici, e vi si provvide con aprire scuole Magistrali femminili sin dal 1862. La donna, sia anche figlia della plebe, per la sua morale riabilitazione e pel proprio e comune materiale vantaggio dee sapere ancor essa qualche cosa di più dell'innaspar rete in gomitoli, del rimendar calze che ragnino, e dell'insaldare da stiratura il bucato. Deve acquistare anzitutto la scienza del buon costume, la morale, cioè, questa igiene dell'anima per mezzo della quale soltanto può la società reintegrarsi al vivere operosamente e santamente civile, lungi dal selvaggio misticismo degl' ipocriti e dallo spirito d'isolamento ed abbandono d' un' epoca, che non ha più ragione d'esistere. Arduo adunque è questo altissimo compito, questa missione importantissima di civiltà che si affida alle pubbliche istitutrici delle tenere figlie del popolo, e che, speriamo, vorranno compiere secondo le mire del Governo e l'aspettazione dei cittadini. Nella scuola, infatti, ciascun fanciullo impara le prime cognizioni intorno a Dio, nonchè intorno a sè stesso ed all'universo, in mezzo a cui vive, educando in pari tempo l'animo ingenuo e gentile ai sacri vincoli (doveri religiosi, civili, domestici) che alla intera società ed al suo supremo Autore tener lo debbono strettamente congiunto. Ma non sol questo; nelle scuole sono i germi di cento famiglie, nelle scuole è tutta la società nuova che un giorno sostituirassi alla presente, la quale ancor sa molto d'antica. Ad ogni anima generosa danno motivo quindi a fremere di santa indegnazione coloro i quali con leggerezza, o con quasi disgusto tolgono spesso a trattare simile argomento che pur racchiude il più vitale interesse per l'avvenire d'un popolo. Informata agli esposti nobilissimi principii, la novella generazione del nostro paese (Iddio coroni così bella speranza)! asterrassi dal facilmente delinquere, non per timore della pena, o per dubbio d' impunità, bensì per intimo sincero abborrimento della colpa e per amore del bene. Essa ripeterà sua forza non dall'abuso della libertà, ma dalla saggia tutela della medesima; riconoscerà, qual precipuo mezzo a conseguire il compiuto umano incivilimento, il lavoro. Il solo virtuoso è libero, scriveva un giorno
Nota: Il Discorso è stato pubblicato anche nell'opera "La scuola e la patria. Opera di Luigi Stocchi socio dell'Accademia Cosentina", stampato a dalla tipografia di Luigi Ceruso nel 1872.
TESI
PROPOSTE PER QUESTA PRIMA RIUNIONE ANNUALE
I.
Indicare i mezzi più sicuri ed efficaci, per ottenere la perfetta osservanza della disciplina in una scuola molto numerosa, e ciò secondo i principii della Metodica e della Pedagogia, non che della pratica esperienza.
II.
Dimostrare, avverso i superstiti contraddittori, la ragionevolezza ed utilità della preferenza da darsi al metodo sillabico sull'alfabeto nell'insegnamento della lettura e scrittura.
III.
Sono importanti gli esercizi di Ginnastica, e di canto Corale nelle scuole primarie, sotto il duplice rispetto dell'educazione fisica e dell'educazione morale degli allievi?
IV.
Come si educa il cuore, come la mente dei bambini negli asili, e nelle scuole primarie?
V.
Qual'è il miglior metodo didattico da seguirsi, affinchè in minor tempo possibile s' istruisca un maggior numero di allievi?
VI.
Come debba ordinarsi una nuova scuola, e come si riordina in un Comune una scuola già male organizzata e diretta ?
INSEGNANTI che hanno sciolte le 6 tesi proposte col numero d'ordine successivo
I.
Albano - Longo - Figliola - Debernarda - Taranto - Bilancio - Capece Cecere - Lovati Bice - Veggiotti - Capobianco - Forzati
II.
Bertocci - Gaimari - Lamorte -Goffi - Tarulli-Mancinelli - Allamandola - D' Auria - Massari - Stizza - Decorsi - Ruggieri
III
Di Lorenzo - Montani - Ferraris - Abriola - Giuliani - Liccione - Matone - Pinto Francesco
IV.
Picerni - bochicchio - materi - Franga - Destefano - Zazzarini - Berardi - Guma - Merola - Desimone - Severino - Altomonti
V.
Derobertis - Caso Pasqualina - Roccheggiani - Lettieri - Lovati Mariannina - Pinto Pasquale - Caso Chiarina - Elodia Geuna - Abbate - Mancini - Bertucci
VI.
Boidi - Galvanin - Rivelli - Volpe - Fiore - Castronuovo - Messina - Nesi - Demartino - Pozzi
TESI
per la seconda riunione annuale delle Conferenze, giusta l'articolo 3.° del Regolamento annesso al Decreto del 29 Novembre 1866, proposte dal Regio Ispettore.
I.
Che cosa è una scuola primaria, considerata rispetto al Maestro, al discepolo, famiglia, al Comune, alla Patria?
II.
Quale influenza può efficacemente esercitare sul Maestro (o Maestra) lo studio del cuore umano fatto sui teneri suoi alunni, e quali su questi la vita ed i costumi di quello ?
III.
Due Metodisti vorrebbero, l'uno escludere dalle scuole i premi, l'altro i castighi di ogni specie. Chi dei due à ragione?
IV.
Nell'insegnamento della Religione, della Lingua e della Grammatica, non che dell'Aritmetica, quali sono i veri punti di partenza, e quale il procedimento metodico uniforme per ciascuna materia?
V.
L'unità di Metodo nelle scuole, oltre alla importanza didattica, racchiude forse qualche importanza sociale per noi?
VI.
Tipo d'una scuola primaria Italiana.
ELENCO
degl'Insegnanti intervenuti alle conferenze
Circondario di
Circondario di
1 Delalla Giuseppe
2 Telesca Francesco
3 Grippo Canio
4 De Pietro Luciano
5 Greco Costantino
6 Marotta Nicola
7 Marotta Stanislao
8
Circondario di
10 Orsi Costantino
Circondario di
11 Lagreca Giovanni
12 Rivelli Domenico
13 Romeo Maurizio
14 Magaldi Federico
Provincia di
15 Laoria Achille
RIASSUNTO
Maestri del Circondario di
Maestre ... n. 20
Maestri del Circondario di
Maestre ... n.2
Maestri del Circondario di
Maestre ... n.1
Maestri del Circondario di
Numero complessivo degl'Insegnanti Pubblici 69
Più - Maestri privati 6
Allievi Maestri di 2° anno di corso 15
Totale degl'intervenuti 90
Agl'insegnanti elementari della lucania. Parole del Regio Ispettore scolastico prof. Luigi Stocchi nella chiusura della Scuola di metodo pei maestri d'adulti e delle prime conferenze magistrali pel corrente anno 1866-67
Stabilimento Tipografico Santanello
1867
Non si può amare Iddio,
senza amare il prossimo, e
non si può amare il prossimo,
senza promuovere al possibile il suo morale e
civile immegliamento.
AL PROFESSORE
ISPETTORE DEL CIRCONDARIO DI ROSSANO CON MISSIONE STRAORDINARIA INCARICATO DAL MINISTERO DI PUBBLICA ISTRUZIONE DI PRESEDERE LE CONFERENZE MAGISTRALI DI
NELLA PRIMA RIUNIONE DELL'ANNO SCOLASTICO 1866-67.
INDIRIZZO
Il vostro cômpito è finito; e noi qui assembrati, dopo esserci veduti in momenti felici, in queste Magistrali Conferenze, ci dividiamo da Voi, e tra noi stessi. Inspirati al santo e sociale scopo di studiar fra noi medesimi il grande ed interessantissimo problema, ch'è quello di migliorare le sorti della popolare Istruzione, qui noi tutti volentierosi convenimmo; e fu bello, e cosa degna dell'età nostra, vedere numerosa Assemblea d'Insegnanti, nati sotto diversi cieli, ma stretti però ad un sol patto, fraternizzare tra di loro, intendersi mirabilmente, e mettere in comune il prezioso patrimonio dei migliori trovati della loro personale esperienza.
Risorta la Patria nostra a Libertà, Unità, ed Indipendenza, sentimmo il dovere di mostrarci grati al Governo, che fe' suo primo pensiero l'educazione popolare, adoperando tutti i mezzi, e su vasta scala, onde rialzare con essa l' infelice condizione delle masse, poco men ch'abbrutite dall'ignoranza e da un ipocrito fanatismo. Egli, in un tempo in cui da un angolo all' altro di Europa si grida ISTRUZIONE ha inteso farne leva potentissima onde scuotere dal secolare assopimento chi è innanzi negli anni, e preparare all'
notes alpha
notes int